L'immagine utilizzata al Lidl di Camporosso: dalla chiesa e dal campanile sono state cancellate le croci

Adesso cancellano le croci anche in Italia: dove arriva il politicamente (s)corretto

Proteste e polemiche sul web, e non solo, per una fotografia di una campagna pubblicitaria, promossa dalla Lidl nella quale le croci delle chiese che si vedono sullo sfondo sono state cancellate per non urtare la sensibilità dei clienti di fede non cristiana.

La notizia è stata riportata dal quotidiano La Stampa, secondo cui la cancellazione dei simboli religiosi farebbe parte della strategia di marketing messa in atto da Lidl: la maxi foto in questione - appesa nel supermercato di Camporosso, in provincia di Imperia, sulla parete di fronte alle casse -, raffigura il borgo di Dolceacqua e sullo sfondo sono “sparite” - a colpi di fotoritocco - le croci sulla facciata e sul campanile della chiesa di Sant’Antonio Abate.

Sempre nell'articolo pubblicato anche sull'edizione del Secolo XIX si legge che il sindaco di Dolceacqua, Fulvio Gazzola, ha scritto una lettera di protesta ai vertici della Lidl, proprio per la rappresentazione falsata di una delle "cartoline" più popolari del suo paese, il borgo di Dolceacqua, annunciando il ricorso a un'azione legale nei confronti di Lidl, qualora la foto non venga al più presto ripristinata secondo la vista originale.

Il Comune di Dolceacqua vuole capire come mai le croci sono state cancellate: «Possono certamente utilizzare la foto di Dolceacqua e ci fa anche piacere, è un simbolo della zona e un luogo molto conosciuto - ha scritto il sindaco Gazzola nella lettera inviata alla sede di Lidl Italia -. Ma se vogliono farlo, devono rispettare la realtà dei fatti: sulla chiesa ci sono le croci, simbolo di tradizione prima che di religiosità».

«Il Comune si riserva di adire le vie legali - si legge nella lettera inviata al colosso del settore alimentare dall'amministrazione di Dolceacqua - a tutela della propria immagine e del proprio territorio».

Le scuse della Lidl: la nostra non è una strategia di marketing, ma è stata una svista

Contattato da Avvenire l'ufficio stampa di Lidl Italia ha fornito un'altra versione dei fatti: "Abbiamo scelto di esporre nei nostri supermercati foto evocative degli scorci più belli che il nostro Paese offre, come appunto il meraviglioso borgo di Dolceacqua. Nello specifico, l’immagine di Dolceacqua è stata acquistata da un database fotografico, stampata e affissa in punto vendita. Non ci siamo accorti che l’immagine acquistata non presentava le croci. Nessuna strategia di marketing quindi, ma una semplice svista di cui ci scusiamo sia con i nostri clienti che con gli abitanti di Dolceacqua".

"Come già comunicato al sindaco - conclude la nota della Lidl -, l'immagine verrà rimossa e sostituita immediatamente".

Le croci rimosse dalle chiese di Santorini: ecco cosa era successo a settembre

Va ricordato che non è la prima volta che Lidl utilizza fotografie nelle quali sono stati cancellati simboli religiosi. A settembre nel mirino dei consumatori attenti era finita la campagna pubblicitaria della Lidl riguardante i prodotti greci, dalla feta, allo yoghurt e alla moussaka, della linea Eridanous e in particolare una foto photoshoppata delle chiese dell’isola greca di Santorini, prive delle croci sulle cupole. Il paesaggio immortalato nell'immagine è quello consueto, spettacolare, con il mare sullo sfondo e le famose case bianche. Unico accorgimento: la rimozione dei simboli religiosi.

Dal Belgio un consumatore aveva scritto alla Lidl chiedendo spiegazioni e si era sentito rispondere che si trattava di una scelta «politically correct», per non urtare nessuno. In particolare lo scorso 31 agosto un portavoce della catena di supermercati aveva spiegato al sito di informazione belga Rtl.be che «evitiamo l’utilizzo di simboli religiosi perché non vogliamo escludere alcuna credenza religiosa». Secondo lui, Lidl è «un’impresa che rispetta la diversità, e questo spiega perché l’imballaggio è stato concepito così». Dopo un’onda d’indignazione, il gruppo tedesco ha comunque presentato le sue scuse: "La nostra intenzione non è mai stata quella di scioccare. Evitiamo l’utilizzo dei simboli religiosi sui nostri imballaggi per mantenere la neutralità in tutte le religioni".

(www.avvenire.it)