Dal 15 al 19 maggio festa di San Rufillo primo vescovo di Forlimpopoli

Festa solenne di San Rufillo a Forlimpopoli dal 15 al 19 maggio nella basilica dedicata al primo vescovo del paese artusiano.

Nel programma, organizzato dal Comitato per la festa di San Rufillo presieduto dal parroco, don Stefano Pascucci, mercoledì 15, alle 19.30, accensione della lampada votiva al Santo e primi vespri solenni, alle 21.15 “Economia civile, economia possibile?” incontro con alcuni rappresentanti di aziende del territorio, modera il sindaco di Forlimpopoli, Mauro Grandini.

Giovedì 16, festa liturgica del Santo, alle 10.30, concelebrazione eucaristica con i sacerdoti della diocesi presieduta dal vescovo, mons. Livio Corazza, alle 16 preghiera per gli ammalati con amministrazione dell’unzione degli infermi, alle 19.00 messa vespertina.

La festa continua anche il 17 e 18 con altri appuntamenti mentre domenica 19, alle 11, si terrà la messa comunitaria in basilica.

In occasione della festa viene allestita in chiesa la mostra “Gesti e parole. Jorge Mario Bergoglio, una presenza originale” visitabile dal 15 al 19 maggio, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. La mostra sarà inaugurata martedì 14 maggio, alle 20.30, con l’incontro al quale interverranno, moderati dal giornalista Alessandro Rondoni, il vescovo, mons. Livio Corazza, padre Marco Canarecci, missionario in Costa d’Avorio e Rodolfo Casadei, giornalista.

Nato ad Atene nel 292 e consacrato vescovo da papa Silvestro I nel 330 Rufillo, divenuto vescovo di Forlimpopoli, lavorò contemporaneamente a San Mercuriale per l’annuncio del Vangelo e la lotta alle eresie e morì, novantenne, il 18 luglio del 382 a Forlimpopoli.

San Pier Damiani, nel sermone tenuto in suo onore riportò anche il suo testamento spirituale: “Ciò che ognuno spende amando il proprio prossimo lo spende per sè stesso. Guardatevi, o dilettisimi, dalle contese, amate la pace, siate testimoni di carità, affinché fregiati di questi ornamenti possiate presentarvi sereni davanti alla potenza del sommo giudice”.

Nel 1362 dopo la distruzione della città da parte delle truppe favorevoli allo Stato Pontificio, comandate dal cardinale spagnolo Gil Alvarez Carrillo de Albornoz, le sue reliquie furono trasportate a Forlì nella chiesa di San Giacomo in Strada, l’attuale Santa Lucia. Da lì il 16 maggio 1964 esse ritornarono nella Basilica collegiale di Forlimpopoli dove sono ancora custodite sotto l’altar maggiore. L’artistico sarcofago che custodiva le reliquie del Santo è rimasto inspiegabilmente a Santa Lucia.

Per molti secoli la sua festa è stata celebrata il giorno della morte e dal 1964, è stata fissata al 16 maggio.

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