Volti in attesa: foto di Ferdinando Scianna esposta alla mostra nei musei San Domenico di Forl

Ma noi chi aspettiamo? Comincia il tempo di Avvento. Leggi "Il messaggio dell'imperatore" di Kafka

Il messaggio dell’imperatore

L’imperatore – così si dice – ha inviato a te, al singolo, all’umilissimo suddito, alla minuscola ombra sperduta nel più remoto cantuccio di fronte al sole imperiale, proprio a te l’imperatore ha mandato un messaggio dal suo letto di morte.

Ha fatto inginocchiare il messaggero accanto al letto e gli ha bisbigliato il messaggio nell’orecchio; tanto gli stavi a cuore che s’è fatto ripetere, sempre all’orecchio, il messaggio.

Con un cenno del capo ne ha confermato l’esattezza.

E dinanzi a tutti coloro che erano accorsi per assistere al suo trapasso: tutte le pareti che ingombrano sono abbattute e sulle scalinate che si ergono in larghezza e in altezza stanno in cerchio i grandi dell’impero; dinanzi a tutti questi ha congedato il messaggero.

Il messaggero s’è messo subito in cammino; un uomo robusto, instancabile; stendendo a volte un braccio, a volte l’altro fende la moltitudine; se incontra resistenza indica il petto dove c’è il segno del sole; egli avanza facilmente come nessun altro.

Ma la moltitudine è enorme, le sue abitazioni non finiscono mai.

Come volerebbe se potesse arrivare in aperta campagna e presto udresti il meraviglioso bussare dei suoi pugni al tuo uscio.

Invece si affatica quasi senza scopo; si dibatte ancora lungo negli appartamenti del palazzo interno; non li supererà mai, e se anche ci riuscisse nulla sarebbe ancora raggiunto; dovrebbe lottare per scendere le scale, e se anche ci riuscisse nulla sarebbe ancora raggiunto.

Bisognerebbe attraversare i cortili, e dopo i cortili il secondo palazzo che racchiude il primo; altre scale, altri cortili; e un altro palazzo; e così via per millenni; e se riuscisse infine a sbucare fuori dal portone più esterno – si troverebbe ancora davanti la capitale, il centro del mondo, ricoperta di tutti i suoi rifiuti.

Nessuno può uscirne fuori e tanto meno col messaggio di un morto.

Tu, però, stai alla tua finestra e lo aspetti, quando scende la sera.

(da Franz Kafka, Tutti i racconti)

 

 

Il tempo di Avvento

Comincia il 2 dicembre il tempo di Avvento in preparazione alla festa del Natale e sarà il vescovo, mons. Livio Corazza, che alle 17.30 presiederà la messa in Cattedrale ad aprire le preghiere e le celebrazioni caratterizzate da segni e preghiere che richiamano l’attesa della salvezza della verità e del bene, che l’uomo è incapace di darsi da solo. Si utilizza nelle liturgie il colore viola, simbolo di penitenza e conversione, non si recita durante la messa il Gloria, le letture della Sacra Scrittura mettono in evidenza le promesse dei profeti al popolo d’Israele sulla venuta del Messia e presentano in particolare le figure dei protagonisti della nascita di Cristo, San Giovanni Battista, la Madonna e San Giuseppe. In alcune chiese viene posta sull’altare la “corona dell’Avvento” quattro candele unite da rami di abete intrecciato che accese in successione ogni domenica fino a Natale. Nelle parrocchie vengono proposti in questo tempo vari appuntamenti di preghiera, iniziano anche la preparazione e l’allestimento dei presepi e delle recite di Natale.

Le proposte della diocesi

A partire da sabato 1dicembre, alle 20.45, si svolge la lectio divina presso la chiesa delle Clarisse in San Biagio, proposta dalle monache, dalla comunità del Buon Pastore e dal centro catechistico diocesano che proseguirà nei sabati 8, 15 e 22 dicembre. I sacerdoti dedicheranno il loro incontro mensile del 5 dicembre ad un ritiro spirituale in preparazione al Natale.

Dal 2 dicembre e nelle altre domeniche di Avvento, alle 19.20, ci sarà la possibilità di pregare insieme i vespri presso la casa vocazionale di Pieveacquedotto dove l’1 e il 2 dicembre si svolgerà il ritiro per i giovani.

L’Ufficio missionario diocesano invita a vivere l’Avvento anche con la preghiera e il sostegno ai missionari della diocesi.

“L'anno scorso durante una messa del periodo di Avvento abbiamo fatto in tutte le parrocchie una raccolta per i missionari forlivesi o sostenuto progetti collegati ad alcuni gruppi missionari del nostro territorio - afferma il direttore dell’Ufficio missionario padre Luca Vitali - abbiamo raccolto oltre 8000 euro che sono giunti in missione in breve tempo. Proponiamo di ripeterla anche quest’anno domenica 16 dicembre, oppure il 6 gennaio, festa tradizionalmente legata all'infanzia missionaria, oppure con una raccolta vicino ai presepi”.

Ritiro per i giovani a Pieveacquedotto

Si svolgerà l’1 e il 2 dicembre a Pieveacquedotto il ritiro d’Avvento per i giovani. In programma sabato 1dicembre alle 11.00 accoglienza e condivisione tra i partecipanti, alle 12.30 pranzo insieme condiviso (ognuno porta qualcosa). Alle 15.00 introduzione al ritiro con don Andrea Carubia, responsabile del centro diocesano di pastorale giovanile ore, alle 15.30 “La preghiera dei salmi” con don Marco Settembrini docente di sacra scrittura presso la Facoltà teologica dellʼEmilia-Romagna.

Seguiranno due laboratori esperienziali, alle 19.00 vespro e saluti. Domenica 2 dicembre alle 9.30 messa, alle 10.30 ripresa dei laboratori, alle 12.30 pranzo, alle 14.00 deserto personale, alle 15.00 condivisione dei due laboratori, alle 18.30 preparazione al vespro, alle 19.20 vespro animato dai partecipanti al ritiro, aperto a tutti i giovani della diocesi.

Origine dell’Avvento

L’origine del tempo di Avvento è tarda, tra il IV e il VI secolo. La prima celebrazione del Natale a Roma è del 336, ed è proprio verso la fine del IV secolo si hanno notizie in Gallia e in Spagna di un periodo di preparazione alla festa del Natale. Nel 380, ad esempio, il concilio di Saragozza decise la partecipazione dei fedeli agli incontri comunitari compresi tra il 17 dicembre e il 6 gennaio. Nel tempo in cui incomincia a determinarsi l’esigenza di un periodo di preparazione alle feste della manifestazione del Signore, la Chiesa aveva già fissato le modalità di preparazione alle feste pasquali. Nel IV secolo il tempo pasquale e quaresimale avevano già assunto una configurazione vicinissima a quella attuale. L’Avvento nasce così con una configurazione simile alla Quaresima, infatti la celebrazione del Natale venne concepita come la celebrazione della risurrezione di Cristo nel giorno in cui si fa memoria della sua nascita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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