Lettera ai sacerdoti in occasione del Giovedì Santo 2020

07/04/2020
Carissimi presbiteri e diaconi, 

non possiamo celebrare insieme, ma possiamo sentirci e scriverci. Inquesti giorni consideravo che anche questa è Provvidenza: la possibilità di comunicare con strumentifino a pochi anni fa inesistenti e ora a nostra disposizione (pensate se non ci fossero neanche questi!).Celebreremo la messa crismale in un altro momento, ma non posso non dare voce al mio e vostrodesiderio di condividere spiritualmente la gioia del nostro essere a servizio della chiesa di Dio comepresbiteri.Viviamo la gioia di appartenere ad una fraternità che non ci fa sentire soli anche se isolati. Fino a pochesettimane fa, davamo per scontato di poter vivere insieme la nostra comune appartenenza alsacramento dell’Ordine. Lo vivevamo con i nostri limiti. Con la perenne tentazione di sentirci piùfunzionari e dipendenti che fratelli. Qualche volta, le nostre mancanze e limiti umani offuscavano lanostra natura di chiamati al servizio gratuito e fedele. E vi chiedo scusa se anch’io, qualche volta, nonho dimostrato concretamente la mia paternità e amicizia spirituale. Vi confesso che, prima ancora diconoscervi, sentivo che dovevo mettere in cima ai miei pensieri i sacerdoti che il Signore mi avevaaffidato del popolo di Dio che è a Forlì-Bertinoro. Tra l’altro, in questi mesi, ho cercato di incontraretutti, non ci sono ancora riuscito, ma c’è voluta una pandemia per fermarmi…Dall’inizio di questa quaresima, anche le nostre abitudini sono state buttate all’aria. E così ci ritroviamoa vivere un giovedì santo unico (speriamo sia davvero unico!) e ridotto all’essenziale. Quando potremoriprendere i nostri incontri fraterni, la nostra formazione, le collaborazioni pastorali? Non lo sappiamo,e questa incertezza ci fa pesare ancora di più questa situazione.Come rispondiamo allora, a questi eventi? Con la rassegnazione? Con la protesta? Con la chiusura? Vichiedo di rispondere con la preghiera, perché il Signore ci illumini, ci guidi e ci dia coraggio.Soprattutto a coloro che sono più in difficoltà.Vi chiedo, quindi, di donare un’ora di adorazione, anche nel Giovedì Santo, e questa volta non alpopolo a voi affidato, come avete fatto nei primi giorni di questa Settimana Santa, ma a tutti iconfratelli! In particolari preghiamo per chi è malato e sofferente. Tutti insieme dalle ore 9.30 alle 10.30con il vostro vescovo, preghiamo insieme affinché il Signore ci aiuti tutti a rinnovare e mantenere lenostre promesse (rileggiamole e meditiamole); ripensiamo alla letizia vissuta nel giorno della nostraordinazione, da lì ripartiamo per confermare il nostro servizio al Signore e alla Chiesa, nella gioia, nellagratuità e con la consolazione dello Spirito, e soprattutto ad unirci intimamente a Cristo, modello del nostrosacerdozio (dalle promesse).Anche in questi tempi inediti, che hanno scompaginato tutti i nostri programmi e progetti, siamoconsapevoli che una cosa sola rimane centrale nella nostra vita. Non importa se siamo sani o malati, sesiamo in casa o per le strade, cosa possiamo o non possiamo fare. Sempre e comunque vogliamo epossiamo essere uniti al Signore Gesù e ai fratelli e sorelle nella fede. Uniti a Lui vinceremo esupereremo ogni difficoltà. Lui continua a dirci: Non abbiate paura, io sono con voi. E proprio perché Lui ècon noi, niente e nessuno ci separerà dal Suo amore. Neanche la morte. È solo per questo che potremodire, nella verità, che andrà tutto bene, perché siamo nelle sue mani!È un’ora di prova anche per la nostra fede, quella che stiamo vivendo. Non perdiamo tempo alamentarci. Ci sarà il tempo in cui ci torneremo su per capire meglio la volontà del Signore e le ragionidi alcune scelte pastorali. Ora e qui il Signore ci chiede di essere uniti a Lui e di testimoniarlo conl’amore e la dedizione quotidiana, donando il pane della Parola e della Testimonianza. Ci chiede diessere suoi discepoli, oggi, qui in queste circostanze! In questi giorni, facciamoci reciprocamente gliauguri.Buona Pasqua a tutti. 

Forlì, 7 aprile 2020 

+ Livio Cora