Beato Bonaventura Tornielli

dei Servi di Maria (1410-1491)

 

Bonaventura Tornielli nacque a Forlì nel 1410 e secondo la tradizione fu uno degli alunni della scuola di mastro Lombardino dove avvenne il miracolo della Madonna del Fuoco. Entrò nell'ordine dei Servi di Maria. E terminato il periodo di prova, nel 1448 fu mandato a Venezia, dove per sei anni si dedicò agli studi conseguendo il titolo di maestro in teologia. Tenne numerose predicazioni, soprattutto nel tempo quaresimale, a Venezia, Firenze, Bologna; Brescia, Perugia, cui accorreva una gran folla. In seno all'Ordine Bonaventura svolse un'attività non meno feconda. Per suo interessamento passarono all'Ordine il convento di Forlimpopoli e quello di Santa Maria del Paradiso in Clusone (Bergamo). Il priore generale, fra Antonio Alabanti, intenzionato a ricondurre l'Ordine ad una maggiore osservanza, si valse del consiglio e dell'opera di Bonaventura. Nel 1487, nel dissidio tra la Congregazione dell'Osservanza e il priore generale, il beato si adoperò a ricomporre la pace; l'anno dopo, nel capitolo della Congregazione dell'Osservanza a Cremona, fu eletto vicario generale, carica che sembra essergli stata confermata dal capitolo generale dell'Ordine tenuto poco dopo a Bologna. “Era di piccola statura e di corporatura esile, di media cultura - racconta il suo contemporaneo, fra Filippo Albrizzi - religioso di profonda santità, portava la barba incolta; a piedi nudi affrontava il calore dell'estate, il rigore dell'inverno e il gelo estremo del ghiaccio; mai, in nessuna stagione, portava calzature, tanto che si vedevano i piedi feriti e sanguinanti. Vestiva assai miseramente, non mangiò mai carne, ne bevve vino, si coricava sulla nuda terra e talvolta su tavole, faceva insomma tutto quello che è necessario per domare il corpo. Ancora in vita ottenne con la preghiera molti miracoli”. Nel 1491, durante la predicazione quaresimale nella cattedrale di Udine, Bonaventura, ormai vecchio e sfinito dalle austerità e dalle fatiche, morì. Sepolto dapprima a Udine nella chiesa di santa Maria delle Grazie nel 1509 le reliquie del beato furono traslate a Venezia nella chiesa di Santa Maria dei Servi. Nel 1911, la sacra Congregazione dei Riti approvò e confermò il culto del beato. Dopo varie vicissitudini le sue spoglie sono state di nuovo riportate, nel 1971, a Udine nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Il culto “ab immemorabili” fu confermato il 6 settembre 1911 da S. Pio X con festa liturgica al 31 marzo.