Omelia ai funerali di Maria Teresa Battistini 2021

14/01/2021

“Beati quelli che saranno nel pianto, perché saranno consolati”.

Mi ha colpito, andando a leggere la sua postfazione al libro che raccoglie le lettere (le ultime) di Annalena in particolare da Borama (Somaliland), la parola: abbandono.

Se dovessimo semplificare, potremmo dire che tutta la vita di Maria Teresa ruota attorno ad una parola: abbandono.

L’abbandono si può subirlo e rimanere da questo evento feriti per tutta la vita, ma è anche possibile che esso - pur lasciando un segno indelebile e profondo - non abbia la meglio sulla vita a tal punto da abbandonare a propria volta.

Maria Teresa ha sperimentato l’abbandono. Ma, nella sua vita, non ha mai abbandonato nessuno. Ha saputo trasformare in risorsa una ferita.

È andata in cerca di persone ferite come lei, e non le ha mai abbandonate. Fino all’ultimo, tanti hanno trovato in lei un porto sicuro.

E forse è per questo che la sua fede si è irrobustita. abbracciando e comprendendo la sorte di Cristo abbandonato sulla croce.

Il volto di Dio che, per amore, non ha avuto paura e non si è arreso nel suo amore, nemmeno di fronte all’abbandono degli stessi per i quali stava donando la sua vita.

E come il Signore sulla croce, fino all’ultimo, anche Maria Teresa ha saputo abbandonarsi al Signore.

Lei che aveva sperimentato l’abbandono, si è perdutamente abbandonata al Signore.

Ecco l’altro significato della parola guida della sua vita: abbandonarsi nel Signore.

Permettete che vi legga una preghiera di Charles de Foucauld, così importante nella vita di Maria Teresa e nella vita delle sue compagne. Annalena compresa.

È la preghiera con la quale chiudeva la sua giornata e che insegnava a coloro che avevano il coraggio di rimanerle accanto nelle sue esperienze esigenti e profonde di incontro con Dio.

ATTO DI ABBANDONO

Padre mio,

io mi abbandono a te,

fa di me ciò che ti piace.

Qualunque cosa tu faccia di me

Ti ringrazio.

Sono pronto a tutto, accetto tutto.

La tua volontà si compia in me,

in tutte le tue creature.

Non desidero altro, mio Dio.

Affido l'anima mia alle tue mani

Te la dono mio Dio,

con tutto l'amore del mio cuore

perché ti amo,

ed è un bisogno del mio amore

di donarmi

di pormi nelle tue mani senza riserve

con infinita fiducia

perché Tu sei mio Padre. Di Charles De Foucauld

Lei si è abbandonata e affidata al Signore e il Signore non l’ha mai abbandonata.

Ce lo ricordava la lettera ai Romani, che abbiamo sentita risuonare spesso in questi mesi di pandemia:

35 Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? …

38 Io sono infatti persuaso che né morte né vita, 39 né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore. Romani 8,35-39

Lascio ad altri il racconto della vita di Maria Teresa. Della sua amicizia con Annalena, del suo amore per i poveri. Ne sanno più di me. Io voglio solo ringraziare Maria Teresa per aver saputo lavorare dentro di sé, trasformando il dolore e la sofferenza in amore e passione per il Signore e per i fratelli e le sorelle, in particolare per i più piccoli e i poveri. In amore per la chiesa e la gente.

La sua testimonianza non sia solo commozione e parole, ma decisione e preghiera. Amore che si dona per chi non può ricambiare.

Riportava Maria Teresa le parole di Annalena:

“Vivi la certezza che NULLA altro conta che abbandonarsi con amore…”.

Vi leggo ora le parole che mi ha fatto avere mons. Giorgio, Amministratore di Mogadiscio e quindi vescovo di Borama, che tante volte ha incontrato Annalena e Maria Teresa.

Ricordo Maria Teresa nei brevissimi incontri che ebbi con lei, l'ultimo credo tre anni fa a Nairobi. Era una persona di Dio, di molta preghiera, che da piu' giovane si era data all'aiuto ai poveri malati di tubercolosi in Kenya. Ma brevemente anche in Somalia. Che il Signore l'accolga in paradiso assieme ai suoi santi e assieme alla cara Annalena con la quale aveva avuto una lunga relazione di fraterna amicizia. Dal cielo che aiuti noi tutti in queste missioni difficili in Somalia e in Kenya. Ci uniamo a tutti voi in fraterna unione di fede e speranza. Il Signore e' risorto, lui nostra speranza.

Mons. Giorgio Bertin

Con le sue parole, mi sono giunti anche altri messaggi, fra i quali Silvio Tessari, ex operatore di Caritas italiana in Somalia e di Padre Luca Vitali, missionario in Brasile, entrambi li sentiamo spiritualmente presenti nella preghiera e nella gratitudine.