Omelia nella Messa esequiale in suffragio di Luciano Mazzini

21/04/2023

Luciano, un amico che ci ha consolato e ci ha incoraggiato


Il vescovo mons. Livio Corazza, ha presieduto giovedì 20 aprile, nella chiesa parrocchiale di Terra del Sole i funerali di Luciano Mazzini, morto improvvisamente il 18 aprile, a 56 anni, nella sua casa di Terra del Sole. Luciano era nato a Meldola il 13 dicembre 1966, ottavo di nove fratelli. Nel 1970 si era trasferito con la famiglia a Sant’Antonio in Gualdo, si era poi diplomato geometra e aveva svolto diversi lavori. Appassionato di musica, grande tifoso dell’Inter, si iscrisse all’Università di Venezia nella facoltà di Lingue Orientali. Il 2 dicembre 1991 cadendo da una impalcatura rimase completamente paralizzato. Ma dopo l’incidente avvenne in lui una grande trasformazione, riscoprì la fede e da quel momento la sua casa, dove ha vissuto assistito dai suoi familiari, diventò un punto di preghiera e di incontro per tante persone.
Lui stesso aveva raccontato più volte il grande cambiamento avvenuto in lui comunicando i suoi pensieri con il linguaggio speciale che i suoi familiari avevano adottato (chiudeva gli occhi per indicare le lettere dell’alfabeto che gli venivano elencate e che formavano pian piano la frase che voleva comunicare).
Pubblichiamo il testo dell’omelia del Vescovo.

Abbiamo da pochi giorni ricordato le lacrime di Gesù per l’amico Lazzaro. Il suo pianto ci impressiona, fa pensare.
Non sono lacrime di disperazione, non sono lacrime di tristezza, sono lacrime di dolore per un amico morto e per il destino dell’umanità vittima del principale nemico del Padre che, come dice san Paolo, è la morte.
Le lacrime di Cristo per l’amico Lazzaro sono simili alle nostre lacrime per Luciano. Con le lacrime dei familiari, ci sono anche le lacrime di tutti noi. Lacrime versate per l’amico Luciano. Lacrime per un amico che ci ha consolato e ci ha incoraggiato.
Luciano con la sua vita, nella sua seconda vita, ci insegnato che è possibile dare senso alla vita anche nel dolore.
Nella prima lettura abbiamo sentito come l’insegnamento degli Apostoli della risurrezione di Cristo sia stato contrastato duramente. Sembrava paradossale, eppure testimoniavano la vittoria della vita sulla morte.
Luciano ha amato la vita, dandoci un grande e forte insegnamento.
Mi ha detto nel primo incontro: “Con stupore ho scoperto che posso essere felice nonostante le mie condizioni, grazie a carità e condivisione, se mi libero dagli schemi di un passato superficiale posso dare i frutti che Dio vuole da tutti. Il mio dolore è come la pioggia su un terreno arido, posso essere felice se sono umile”. “La felicità non appartiene agli uomini, ma il Padre con amore ci fa questo dono per rendere la lontananza più gradevole”.
È una grande lezione, di grande attualità.
Senza voler giudicare nessuno, viviamo in tempi nei quali sembra che l’unica via d’uscita, per chi si trova nelle condizioni come la sua, sia la morte. La morte non è una soluzione, era intitolato il messaggio della CEI di quest’anno.
E allora davanti a lui, oggi, vogliamo dirgli grazie, per la lezione di vita serena, profonda e autentica che ci ha regalato. E, insieme a lui, quella dei suoi familiari.
 
La notizia della sua morte ci ha addolorati, ma non ci ha lasciato nella tristezza.
Siamo addolorati, ma non tristi. Tristi sono coloro che non hanno speranza. Triste è la vita di chi non riesce a scorgere l’alba dentro l’imbrunire.
Siamo più poveri, ma l’eredità che ci ha lasciato Luciano è grande! Essa ha gettato un fascio di luce sulla nostra vita.
E la luce è la fede in Dio.
Ci vuole fede e coraggio per festeggiare come ha fatto lui, il giorno dell’incidente, 2 dicembre 1991, come il giorno della rinascita. Non ha voluto che fossimo tristi nel giorno della rinascita e non possiamo essere tristi nel giorno della sua nascita al cielo.
Il vangelo di oggi illumina anche la vita di Luciano. Luciano ha accolto la testimonianza di Cristo come valida e decisiva per la sua vita. E il Cristo gli ha dato lo Spirito senza misura. In una misura grande.
E, conclude il vangelo, chi crede nel Figlio ha la vita eterna.
Nel 30° anniversario mi disse: “Da quando sono caduto, voglio condividere questa ricchezza. Soffro quando la gente non vuole la gioia del vangelo”.
No, non voglio beatificarlo. Ma certo, non possiamo nascondere la verità delle sue parole e della sua vita lunga trent’anni. Non sono stati pochi giorni, la distanza in questo caso è stata una prova dell’autenticità delle sue parole. Cari amici, Luciano ha coronato il suo sogno, ha raggiunto l’amore della sua vita.
A pochi chilometri da qui riposa la beata Benedetta. Anche lei colpita da una malattia invalidante che le impediva di comunicare. Ma fino alla fine ha amato la vita. E Cristo era fonte di vita.
Sono testimonianze che non possiamo ignorare. Sia per chi sta male sia per chi è in salute.
Luciano ha chiuso gli occhi in questa vita nel tempo pasquale e di risurrezione; parlano le testimonianze che mi hanno inviato tre vescovi e un cardinale, che lo hanno conosciuto.
Leggo il testo che mi hanno inviato personalmente il card. Comastri e i vescovi che lo hanno conosciuto: mons. Lino Pizzi e mons. Erio Castellucci. Di mons. Vincenzo Zarri leggo un brano di un suo scritto di qualche anno che descrive l’incontro con Luciano.

Card. Angelo Comastri
Luciano è stato un vetro sempre pulito dall’umiltà e dalla fede! Per questo lasciava passare tutta la luce di Gesù risorto! Mi unisco al vostro rendimento di grazie alla Misericordia di Dio per questo stupendo dono!!

+ Lino Pizzi
Grazie, carissimo, della tua gentilezza. Mi dispiace di non poter partecipare ai funerali di Luciano Mazzini a causa di ritardi negli impegni pastorali della parrocchia. Faccio anch’io le mie condoglianze ai familiari, ai parenti e alla diocesi perché mi sembra che venga a mancare una presenza molto particolare. In occasione di una mia visita a Castrocaro Don Marino mi accompagnò a trovarlo e anche successivamente mi teneva aggiornato delle sue condizioni di salute e ancor più di come Luciano viveva il suo calvario. Non ha mai perso la fiducia nel Signore, ha vissuto il suo dolore con serenità, che trasmetteva a chi gli faceva visita. In una delle ultime mie venute a Forlì si è fatto portare per venire a salutarmi. È stato una bella testimonianza, che anche il Cardinal Comastri ha elogiato più volte. Io penso che il Signore gli abbia aperto subito le sue braccia. Ringraziamo il Signore. Mi unisco di cuore alla vostra preghiera.

+ Erio Castellucci
Caro Don Livio, grazie per avermi avvisato della morte di Luciano: la sua vita, la sua fede, la sua passione umana e la capacità di relazione, hanno accompagnato tante persone; tutti coloro che lo hanno conosciuto (ho avuto modo anch'io di incontrarlo alcune volte) si sono trovate davanti ad un mistero più grande di noi, il mistero di un uomo completamente immerso nella Pasqua di Gesù, Croce e risurrezione insieme; lo ricordo nella preghiera, con tanta gratitudine.

+ Vincenzo Zarri
“Il Signore è molto buono con me; sono sempre felice grazie ai doni che su questa dolorosa strada ha seminato e posso raccogliere con umiltà”.
Conservo ancora quel biglietto, e altri che mi ha fatto avere. Luciano ha molte e belle cose da dire, e le dice con tanto maggior efficacia perché non si sente la sua voce. Il Signore tenga sempre pieno il cuore di Luciano.
 

Grazie Luciano, sei stato una luce per noi, continua ad esserlo pregando per noi. Per gli ammalati e per chi pensa di essere sano.