Omelia nella Veglia pasquale 2023

12/04/2023
Cari fratelli e sorelle,
le note che accompagnano questa veglia sono chiare: deve svolgersi dall’inizio alla fine di notte! Perché? Perché la notte sia vinta dalla luce!
Perché in questa santissima notte Cristo è passato dalla morte alla vita!
Abbiamo acceso un fuoco, e dal fuoco abbiamo acceso una candela. Come la fiamma del fuoco Cristo è vivo. Poi abbiamo cantato l’esultanza di gioia della terra per il trionfo del Signore risorto!
Dopo il canto abbiamo riascoltato e meditato le meraviglie che il Signore Dio ha compiuto, fin dall'inizio per il suo popolo.
Subito dopo queste mie parole, vi chiederò di rinnovare le promesse battesimali, benedirò l’acqua per il battesimo, per la rinascita dei nuovi cristiani.
Infine, parteciperemo alla mensa che il Signore ha preparato per il suo popolo, memoriale della sua morte e risurrezione, finché egli venga. Notte dalla luce piena, oserei dire, perché finalmente, ci saranno alcuni battesimi di adulti: Yaroslav di San Mercuriale, Emmanuel di Santa Rita, Josef di Malmissole, Adjaratou di Santa Maria del Fiore.
Sentiremo dopo i loro nomi. Ognuno ha un suo percorso, di incontro con Cristo. Li ringraziamo per il cammino che hanno fatto in questi anni, per il desiderio di vivere in comunione con Cristo e con noi. 
Entrano a far parte della nostra comunità. Sono dono che ci fa gioire e sono un appello alla nostra responsabilità di vivere la nostra fede in Cristo risorto con sempre maggiore convinzione e determinazione.

Cosa mi stupisce della risurrezione di Gesù?
Mi stupisce che sia risorto nel buio e n nella più assoluta solitudine. L’evento più decisivo di sempre, è avvenuto senza un testimone. Maria Maddalena e l’altra Maria, secondo il vangelo di Matteo, sono arrivate dopo, quando Lui era già risorto. Dopo l’angelo hanno incontrato Gesù che ha dato loro una rassicurazione, un annuncio e un compito.
Una rassicurazione: 
«Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso.
Non si incontra Cristo nella paura!
Un annuncio: Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. 
È il cuore del messaggio: non è qui, non è tra i morti.
A conferma di quello che aveva detto (e che abbiamo ascoltato anche questa sera) e di quello che vedevano: guardate dove lo avevano deposto.
Un compito:
Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».
Andate a dire! Chi incontra Cristo, corre a dirlo agli altri. 
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.
E loro corrono e sulla strada incontrano Gesù.
Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Maria di Magdala e l’altra Maria corrono. Sono le prime rappresentanti dell’umanità ad incontrare il vivente. 
Cosa mi stupisce della risurrezione di Cristo? 
Che la risurrezione di Cristo è diversa da quella di Lazzaro.
Quando Gesù risuscitò Lazzaro, c’era una folla intorno, che aspettava, incuriosita. Ma molte di quelle persone non credettero, tanto da decidere, proprio davanti al fatto della risurrezione di Lazzaro, di togliere di mezzo Gesù. Il risorto appare solo a coloro che credono in Lui.
Non basta il miracolo; ci vuole, in ogni caso, un incontro personale di amore e di fiducia. Ci vuole qualcuno che annunci e testimoni la sua risurrezione. Lo ha voluto Lui!
Una volta risorto Gesù ha inviato prima le donne dai discepoli e poi i discepoli in tutto il mondo. 
Cosa mi stupisce, ancora, della risurrezione di Gesù? 
Quando risorge, nulla sembra cambiare e, nel mondo tutto continua come prima. Apparentemente.
Cari fratelli e sorelle, quando venerdì sembrava tutto finito, quando quella pietra sembrava rimanere lì per sempre, a bloccare nella morte colui che si era dichiarato Messia, avviene l’impossibile. 
È un messaggio per tutti e di sempre.
Quando sembra che il buio, il male, la depressione, lo scoraggiamento sembrano prevalere; quando la violenza e le guerre sembrano ancora spadroneggiare; quando sembra che anche Dio non si faccia sentire e vedere, (ricordate il grido di Gesù Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato) quando sembra che il mondo sia ancora buio, non temete: CRISTO È GIÀ RISORTO. 
E allora, non sei più solo, Lui è vivo! è il vivente, e ci vuole vivi e ci vuole uomini e donne cercatori e portatori di luce e di gioia. I segni della sua risurrezione già anticipano la nostra nuova vita.
Certo, ci sono i segni che ricorderanno il battesimo: la data, la candela, la veste bianca…  
Sono segni di un amore che non ci abbandona. Sono segni di un legame d’amore. D’ora in poi, potete contare su di Lui! Sull’amore di Cristo il vivente.
Ma se siamo qui, possiamo contare anche sugli uni sugli altri. E lo dico a voi che fra poco riceverete il battesimo, potete contare su di noi, sugli amici di Gesù, per tenere accesa la luce di Cristo, bene prezioso e inestimabile!
Siamo diventati un cuor solo ed un’anima sola!
Lo dico balbettando perché temo che qualche volta potremo deludervi. 
La nostra testimonianza non è sempre viva e coerente. Ma questa sera, rinnovando le nostre promesse, rinnoviamo anche i già battezzati, la nostra adesione a Cristo, al suo amore e alla sua promessa di una vita che si fa dono.
E noi potremo contare su di voi. 
Prepariamoci tutti ad aiutare e a lasciarci aiutare nel riaccendere la fede in Cristo.
Tutti attraversiamo dei momenti nei quali abbiamo bisogno degli altri. A tutti capita che gli altri chiedano il nostro aiuto. 
Due donne hanno riacceso la luce fede della prima comunità. Il vostro battesimo ravviva la fede di tutti noi.

Imitiamo Maria Maddalena, corriamo tutti a dire al mondo il nostro incontro con Cristo il vivente.
Rinnoviamo ora con consapevole entusiasmo la nostra fede in Cristo risorto. Lui solo è riuscito a vincere il buio della morte. Lui solo riuscirà a vincere le nostre tenebre, già su questa terra. Il lavoro è tanto, ma Lui ci dice: “Non abbiate paura, io ho vinto il mondo”.